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Editorial | Dic 2020

Si chiude il 2020, come sono cambiate le nostre abitudini e l'importanza del web

by Matteo Tirante

Fra l’incremento dello smart-working e l’obbligo di ridurre al minimo uscite e spostamenti, la vita degli italiani, e non solo, si è concentrata per grandissima parte del tempo davanti al monitor di un pc. Anche in questa seconda ondata di epidemia da Covid-19.

Scenari post Covid-19 per gli e-commerce in Italia

Non è facile fare delle previsioni su quelle che saranno in futuro le abitudini di acquisto online degli italiani.
Sicuramente questa situazione del tutto unica ha portato una forte accelerazione nel settore e-commerce in Italia che probabilmente si sarebbe progressivamente manifestata nei prossimi 2-3 anni. Non è però scontato immaginare che i volumi di traffico e di vendite online di questi ultimi mesi possano rimanere tali anche in futuro.

Se è vero ad esempio che molte persone hanno, per la prima volta, effettuato un acquisto online durante le fasi di lockdown da Coronavirus, non è detto che continuino a farlo successivamente. Ma è molto plausibile
che nei prossimi mesi si verificherà un assestamento delle abitudini di acquisto online. Molti clienti torneranno ad acquistare nei retail fisici come erano abituati a fare prima del lockdown, altri utenti invece
dopo aver superato per la prima volta la “diffidenza” dell’acquisto online, continueranno a farlo con regolarità.

La pandemia ha trasformato il web in uno spazio di lavoro, di intrattenimento, di socializzazione e di studio.
Una necessità, una salvezza, un’opportunità che hanno dato origine a diverse nuove tendenze: Vendite di auto in rete. Sempre più utenti si rivolgono al web per cercare di vendere la propria auto usata; d’altra parte il mercato è piuttosto stagnante ed il comparto dell’usato riesce a dare un po’ di movimento.

Imparare a suonare uno strumento con i webinar. C’è chi, in tempo di lockdown, si è improvvisato musicista imparando a suonare (o almeno, provando) uno strumento o riprendendo a farlo. Il web ormai è un terreno fertile dove trovare lezioni, tutorial e consigli da seguire anche da parte di musicisti famosi.

Corsi di gastronomia online. Altro trend che è cresciuto enormemente in concomitanza del primo lockdown, quello primaverile. Ebbene sulla scia di quel successo, ancora proliferano in rete corsi online, webinar, master sui social con l’intento di insegnare agli utenti a cucinare determinati piatti.

Allenamenti a casa grazie al web. Anche qui, un trend che ha registrato un segno più alto durante il lockdown primaverile. Con le palestre chiuse, per restare in forma, ci si è dovuti arrangiare da soli, a casa: e sono nati tantissimi siti e portali che offrono video e tutorial per allenarsi tra le mura domestiche.

Tutto ciò è stato possibile soprattutto grazie all’esplosione di alcuni strumenti di comunicazione come i programmi per le videoconferenze.

Lo smart working e l’e-learning hanno da sempre fatto uso di software e applicazioni per gestire la possibilità di organizzare riunioni e incontri virtuali o lezioni online a distanza, ma la reclusione forzata da
Coronavirus ha aumentato a dismisura questa esigenza. Le soluzioni più diffuse sono a buon mercato e ce ne sono anche alcune completamente gratuite.

Chi già utilizzava i software per le videoconferenze o le piattaforme per l’apprendimento online ne ha intensificato l’impiego, portandolo ad essere un appuntamento quotidiano, chi invece non conosceva
queste possibilità offerte dalla tecnologia, ha letteralmente scoperto un mondo. Per questo motivo i motori di ricerca hanno registrato un aumento delle query: “videoconferenza” e “zoom”, solo per fare un esempio.
Quest’ultimo termine di ricerca corrisponde al nome del software che va per la maggiore e che ha raggiunto il numero massimo di download. Tolte le piattaforme scolastiche proprietarie, le soluzioni per la
videoconferenza possono essere destinate a qualunque tipo di uso e si rivolgono tanto ai privati quanto alle aziende. Oltre a “Zoom”, i software più diffusi sono: Microsoft Teams; Cisco Webex; Google Hangouts
Meet; Slack; GoToMeeting; Marco Polo App. L’impennata di click, verso le relative pagine da dove si possono scaricare queste applicazioni, è indubbiamente da imputare alla reclusione forzata, ma la
semplicità d’uso e la versatilità dei sistemi, adatti tanto ai computer desktop quanto agli smartphone, ha fatto il resto.

Dall’Offline all’Online.

Dovendo garantire il distanziamento sociale e non potendo vedere amici e conoscenti, si è ricorso quindi alle videochiamate che hanno fatto segnare un incredibile +1.000%. Non va bene invece per i cinema e i teatri che, per via delle restrizioni e sospensione delle proiezioni, hanno assistito al crollo vertiginoso dei ricavi. Gli acquisti di prodotti tech, d’abbigliamento e di cibo sono i più ricercati sul web, seguiti dalla visione di contenuti in streaming, dalla lettura di quotidiani e libri digitali (7 adulti su 10 leggono almeno un quotidiano al giorno). A spadroneggiare sono anche i social network con TikTok che supera addirittura Instagram per utenti e contenuti condivisi.

A fotografare come siano cambiate le nostre abitudini è stata l’Università Niccolò Cusano.

I dati raccolti dall’ateneo mostrano come siano spopolati gli e-commerce e in generale tutti i servizi online.

I principali settori per l’e-commerce nell’Italia prima e dopo la diffusione del Covid-19

Ai primi posti tra i settori online, che hanno generato più fatturato in Italia prima della diffusione del Coronavirus, il Tempo Libero occupa saldamente il primo posto (42%), seguito dal Turismo al 25% e da Centri Commerciali e Assicurazioni sotto il 15%. I settori dell’Alimentare, Salute e Bellezza e Casa e Arredamento si attestano su margini di fatturato inferiori al 5%. Guardando, invece, ai modelli di business nel settore online, la maggior parte degli italiani nel 2019 ha effettuato acquisti online sui principali marketplace, mentre una piccola parte ha acquistato sui retail online.

A inizio Marzo 2020 l’Italia è stata, in Europa, tra i primi paesi a dover fronteggiare la diffusione della pandemia da Covid-19 e gli abitanti si sono ritrovati in quarantena nelle proprie abitazioni, lavorando in smart working quando possibile. Questa condizione ha portato a un considerevole aumento del tempo che ogni persona ha trascorso online per lavoro, per mantenere relazioni con i propri cari o per passatempo. In quest’ultimo caso, l’attenzione si è focalizzata molto sugli acquisti online, dal momento che tutte le attività locali erano chiuse.

Anche se in una prima fase di lockdown si è assistito ad un calo delle vendite online, probabilmente a causa dell’incertezza dovuta alla situazione straordinaria, nelle settimane successive le vendite online hanno subito una forte impennata, soprattutto in quei segmenti di mercato online focalizzati sui prodotti di prima necessità.

I siti e-commerce di grandi catene di supermercati online hanno subito incrementi nei volumi di traffico così elevati da dover, in alcuni casi, creare delle “code virtuali” per scaglionare l’accesso degli utenti, per effettuare degli acquisti. Un altro settore che ha riscontrato crescite esponenziali è stato quello del Food delivery. Esattamente come il settore della Salute e delle farmacie online.

Le analisi che sono state eseguite sulle abitudini dei consumatori dimostrano, inoltre, come le settimane di isolamento abbiano radicalmente cambiato certe abitudini e che determinati comportamenti acquisiti durante la chiusura rimarranno, divenendo aspetti abituali della nostra vita.

Oltre a cucinare di più, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato che continuerà a navigare più tempo su internet e ad acquistare online. Chi ha iniziato ad ordinare la spesa online, quindi, lo fa adesso e lo farà anche quando la situazione sarà tornata alla normalità. Chi riuscirà a conquistarsi una buona visibilità online avrà un asso nella manica per ripartire con successo.

Sono cambiamenti inevitabili e inarrestabili. Come decidiamo di affrontarli, è ciò che fa la differenza.

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