Il 2020 su Google – Analisi di un anno strano

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Editorial | Gen 2021

Il 2020 su Google,
Analisi di un anno strano.

by Matteo Tirante

È il tempo dei bilanci e anche questo 2020 così particolare non sfugge alla tradizione! Un anno “weird” per
usare l’aggettivo scelto da Lizzy Harvey e Gari Illyes nel post sul nuovo blog di Google Search Central.
Ecco quindi cosa emerge dall’analisi sulle tendenze degli ultimi mesi.

Le novità sul fronte tecnico

Il team ha infatti lanciato nuovi rapporti, funzionalità e aggiornamenti, che hanno generato reazioni estremamente positive su Twitter. Tra i principali, l’articolo ricorda:

  • Strumento per le rimozioni.
  • Aggiornamenti delle API di Search Console: si tratta di un tool gratuito con cui proprietari dei siti, SEO professional e sviluppatori possono comprendere le performance del sito sul sistema di Ricerca Google. Così facendo, possono ottenere indicazioni per migliorare la visibilità sul motore di ricerca per portare più traffico pertinente al proprio progetto.
  • Rapporto sulle statistiche di crawling: per comprendere a fondo la SEO e le dinamiche che la governano, è importante capire come un motore di ricerca analizza e organizza le informazioni che raccoglie. Uno dei processi fondamentali che permette ai motori di ricerca di indicizzare un contenuto è il cosiddetto crawling, termine utilizzato per indicare il lavoro del bot volto ad analizzare una determinata pagina web. 
  • Esportazione dei dati.

Nonostante la pandemia che ha contraddistinto il 2020, che resterà l’anno che ha portato tutti a un analisi interiore, ha rallentato le persone e le ha fatte concentrare meno sugli affari e più sulla famiglia, l’attività dei Googler è stata decisamente intensa. Gennaio, maggio e dicembre sono stati i mesi in cui Google ha deciso di dare una scossa alle sue SERP, e all’intera community SEO, lanciando i suoi broad core update (termine che viene utilizzato per indicare l’aggiornamento dell’algoritmo di base di Google): 

  • Il January 2020 Core Update fu il primo e anche uno dei più impattanti su molti siti. Ha iniziato a essere implementato il 13 gennaio 2020, completando il rollout in breve tempo, già dopo pochi giorni mentre, in genere, agli aggiornamenti di base servono due settimane per essere completi definitivamente. Quando si parla di rollout, infatti, si pensa ad un processo che andrà piano piano a raggiungere tutti, ma che non è immediato. 
  • Successivamente abbiamo il May 2020 Core Update. Nel pieno della prima fase della pandemia (un po’ a sorpresa, forse) è arrivato il secondo aggiornamento algoritmico di base, rilasciato il 4 maggio e completato il 18 maggio. Il May 2020 Core Update è stato più grande di quello precedente, tanto da essere definito un “mostro assoluto”, e ha provocato grandi scossoni in SERP anche in Italia. 
  • December 2020 Core Update. Veniamo a storie più recenti: dopo sette mesi di “silenzio”, lo scorso 3 dicembre Google ha rilasciato un nuovo update, subito dopo il periodo dello shopping per Black Friday e Cyber ​​Monday, ma prima della grande stagione delle vendite per le festività di fine anno. Non si può dire che questa tempestività non abbia irritato e colpito molti nel settore. Gli effetti del December 2020 Core Update sono stati intensi e ci sono stati vari e grandi picchi in diverse fasi, fino al 16 dicembre, giorno in cui Google ha annunciato la fine del rollout.

Per chiarire la situazione, le SERP sono quelle pagine fornite dai risultati di un motori di ricerca, che vengono mostrati all’utente in seguito alla ricerca della parola chiave. Se ad esempio l’utente cerca la keyword “auto usate” su Google, una volta avviata la ricerca, in pochi secondi verrà indirizzato sulla SERP della parola chiave “auto usata”, che comprende quindi tutti quei risultati mostrati da Google all’utente in relazione alla sua ricerca.

Uno degli annunci più dirompenti, anche per la scarsità di informazioni effettivamente fornite, è arrivato nel corso dell’evento Search On di Google: a breve, l’algoritmo del motore di ricerca sarà capace di individuare passaggi specifici di contenuto su una pagina e classificare quelle singole parti della pagina nella Ricerca Google. Questa novità, chiamata passage indexing, dovrebbe aiutare le pagine che non sono ben ottimizzate per la ricerca. Non cambierà il modo in cui Google indicizza i contenuti, ma piuttosto il modo in cui classificherà quel contenuto. Si tratta di un semplice meccanismo di ranking che useremo per identificare e mostrare le pagine più rilevanti per una ricerca, senza differenze estetiche rispetto ai risultati a cui siamo abituati.

Gary e Lizzy riassumono anche l’annuncio del Google Page Experience update, basato su nuove metriche di velocità e UX, tra cui i Core Web Vitals, ovvero i Segnali Web Essenziali che servono a misurare il livello di user experience fornita da un sito. Si ragiona sul fatto che siano da prendere in considerazione per ogni pagina web, proprio perché diventeranno un fattore di ranking dal prossimo maggio 2021.

Sempre sul fronte tecnico, il team di Googlebot ha rivolto la propria attenzione a velocità e gestione delle risorse. Un esempio è l’avvio, a metà novembre, della scansione dei siti su HTTP2, che è la prossima generazione del protocollo di trasferimento che alimenta il Web. Un passaggio che consentirà di risparmiare una notevole quantità di risorse sia per i siti che per Googlebot.

Il continuo supporto a chi lavora e cerca online.

Il cambiamento maggiore è quello del lavoro da casa, che accomuna tantissime realtà digitali: per quel che riguarda Google, si sottolinea come l’azienda abbia trovato modi per garantire la produttività, e in particolare il team di Search Console non sembra aver rallentato rispetto ai ritmi standard.

Google ha garantito a tutti coloro che hanno usato il motore di ricerca per le proprie necessità, un supporto continuo. Affermano che sin dall’inizio del passaggio al lavoro da remoto, hanno riflettuto su come potevano aiutare meglio gli altri a trovare informazioni online, mantenendo a galla le loro attività e anche supportando coloro che avevano bisogno di ottenere informazioni critiche di fronte alle persone. In seguito hanno lanciato risultati di ricerca con il markup Special Announcement, che aiutano le organizzazioni sanitarie a fornire le giuste informazioni agli utenti. Successivamente hanno pubblicato una guida su come mettere in pausa un’attività online e come comunicare agli utenti i cambiamenti negli eventi. 

Per restare in contatto con la community, Google ha puntato molto su contenuti video e audio, mantenedo molto attivo il canale YouTube. L’articolo cita alcuni degli esempi, come la serie podcast Search Off the Record che, tra umorismo e serietà, racconta alcuni “segreti” del sistema di Ricerca su Google.

Cosa aspettarci nel 2021 di Google.

In definitiva Lizzy e Gary dicono che questo è stato un anno diverso da qualsiasi altro prima, ma hanno imparato molto su come possono lavorare insieme in nuovi modi per far funzionare le cose. Ora sanno che l’apprendimento online si può effettuare senza problemi, si può registrare da remoto per aiutare i proprietari di siti con nuove informazioni e, grazie a tutto ciò, possono continuare a lanciare nuove funzionalità.

Qualche valutazione su quello che possiamo attenderci nei prossimi mesi sul fronte della Ricerca. Innanzitutto, gli occhi sono già puntati verso maggio e la partenza della Google Page Experience, ma ancor prima dovrebbe debuttare la modifica dell’indicizzazione dei passaggi.

Inoltre, a marzo si completerà lo switch del mobile-first index che, pur non essendo tecnicamente una modifica dell’algoritmo di classificazione, potrebbe portare cambiamenti di classificazione già basati su modifiche all’indicizzazione delle pagine.

Per il nuovo anno dovremmo aspettarci di più: altri core update, per cui è necessario creare contenuti e siti web che sopravvivono a questi aggiornamenti; altri progressi nella comprensione della lingua e delle query; altre modifiche alla Ricerca, con l’obiettivo di migliorare la pertinenza.

In definitiva, dovremmo aspettarci e abbracciare comunque il cambiamento, perché questo è ciò che i SEO sanno fare meglio: adattarsi e anticipare il cambiamento.

Ricordandoci sempre, di avere un occhio di riguardo sul il passato, e Google ci tiene a mostrarcelo con un’emozionante video sulle ricerche più effettuate durante l’anno scorso. Buona visione. 

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